Funzioni

Matematica · Relazioni e funzioni

Un percorso interattivo sulle funzioni

Dalla definizione di funzione fino alla funzione inversa, passando per le proprietà fondamentali (iniettività, suriettività, biiettività) e per la composizione. Ogni sotto-sezione è organizzata in quattro momenti: Teoria essenziale in schede richiudibili, una Simulazione grafica da esplorare, la palestra «Prova tu» con esercizi guidati e interattivi, e un Quiz di sezione di 10 domande con correzione e spiegazione immediate.

TeoriaSimulazioni graficheProva tu80 domande con feedbackTema chiaro / scuroFunziona da mobile

Come usare l’app

  1. Leggi la teoria. Apri le schede una alla volta: definizioni, formule ed esempi svolti.
  2. Esplora la simulazione. Muovi i cursori, scegli i casi e trascina le rette di test: il grafico e i risultati si aggiornano in tempo reale.
  3. Mettiti alla prova. Nella scheda «Prova tu» risolvi esercizi guidati e classifica nuovi esempi generati di volta in volta.
  4. Verifica con il quiz. 10 domande per sezione, con correzione e spiegazione immediate, e un quiz riepilogativo finale di 20 domande.

Suggerimento: parti dalla «Nota storica» per inquadrare l’argomento, poi affronta le sezioni nell’ordine proposto.

Nota storica: la nascita del concetto di funzione

Una delle idee più potenti della matematica non è nata già pronta: si è formata lentamente, nell’arco di molti secoli, prima come intuizione geometrica e fisica, poi come definizione rigorosa.

Dalle origini all’idea di «quantità variabile»

Già nell’antichità babilonese ed ellenistica si usavano tavole che associavano a un valore (un angolo, un giorno) un altro valore (una corda, una posizione di un pianeta): erano funzioni «tabulate» senza che esistesse ancora la parola.

Nel Trecento Nicola Oresme rappresentò graficamente come una grandezza («latitudo») vari al variare di un’altra («longitudo»), anticipando l’idea di grafico. Con la geometria analitica di Cartesio (René Descartes) e Fermat (1637) curve ed equazioni diventano due facce della stessa cosa: una relazione tra $x$ e $y$ si può disegnare nel piano.

L’intuizione di fondo — a ogni valore di una variabile ne corrisponde un altro — è più antica della sua definizione precisa.
Leibniz, i Bernoulli ed Eulero: nasce la parola «funzione»

Il termine latino functio è introdotto da Gottfried Leibniz intorno al 1673 per indicare grandezze geometriche che «dipendono» da un punto su una curva. Johann Bernoulli (1718) dà una prima definizione esplicita: una funzione di una variabile è «una quantità composta in qualunque modo da quella variabile e da costanti».

È Leonhard Euler a diffondere, nel 1748, la notazione moderna $f(x)$ e a pensare la funzione come un’espressione analitica (una formula). Questa visione, utilissima in fisica, lasciava però fuori molte corrispondenze perfettamente sensate ma non esprimibili con una singola formula.

$f(x)$  —  la scrittura introdotta da Euler (1748)
Dirichlet e la definizione moderna

Lo studio delle serie e dei fenomeni discontinui (Fourier) mostrò che la definizione «funzione = formula» era troppo stretta. Nel 1837 Peter Gustav Lejeune Dirichlet propose l’idea che usiamo ancora oggi: una funzione da $A$ a $B$ è una legge di corrispondenza qualsiasi che a ogni elemento di $A$ associa uno e un solo elemento di $B$, senza bisogno che esista una formula.

Il celebre esempio è la «funzione di Dirichlet», che vale $1$ sui razionali e $0$ sugli irrazionali: nessuna formula elementare, eppure è una funzione a tutti gli effetti.

Definizione moderna Una funzione $f:A\to B$ associa a ogni elemento di $A$ uno e un solo elemento di $B$.
Il linguaggio degli insiemi: Bourbaki

Con la teoria degli insiemi (Cantor) e la sua sistemazione del Novecento (il gruppo Bourbaki), la funzione viene definita in modo puramente insiemistico come un particolare insieme di coppie ordinate (un sottoinsieme del prodotto cartesiano $A\times B$) in cui ogni primo elemento compare una volta sola.

È in questo quadro che diventano centrali le proprietà che studierai in questa app — iniettività, suriettività, biiettività — e le operazioni di composizione e di inversione, oggi strumenti di base in tutta la matematica e nelle sue applicazioni.

Linea del tempo
  • ~1350 Oresme rappresenta graficamente grandezze variabili.
  • 1637 Descartes e Fermat: geometria analitica, curve ed equazioni.
  • ~1673 Leibniz introduce il termine functio.
  • 1718 Johann Bernoulli: prima definizione esplicita di funzione.
  • 1748 Euler diffonde la notazione $f(x)$.
  • 1837 Dirichlet: la funzione come corrispondenza qualsiasi.
  • XX sec. Cantor e Bourbaki: definizione insiemistica con le coppie ordinate.

Che cos’è una funzione

Dominio, codominio e immagine; il grafico nel piano cartesiano; il test della retta verticale per distinguere una funzione da una relazione qualsiasi.

Definizione di funzione

Dati due insiemi $A$ e $B$, una funzione $f$ da $A$ a $B$ è una legge che a ogni elemento di $A$ associa uno e un solo elemento di $B$. Si scrive:

$f:A\to B,\qquad x\mapsto f(x)$
  • $A$ è il dominio: l’insieme di partenza, dove la funzione è definita;
  • $B$ è il codominio: l’insieme di arrivo;
  • $x$ è la variabile indipendente, $y=f(x)$ la variabile dipendente;
  • $f(x)$ è l’immagine di $x$; $x$ è una controimmagine di $f(x)$.
Le due condizioni chiave Perché $f$ sia una funzione: (1) ogni $x\in A$ deve avere un’immagine (esistenza); (2) questa immagine deve essere unica.
Immagine di una funzione

L’immagine (o insieme immagine) $\operatorname{Im}(f)$ è il sottoinsieme del codominio formato dai valori effettivamente «raggiunti»:

$\operatorname{Im}(f)=\{\,f(x)\;:\;x\in A\,\}\subseteq B$

Attenzione a non confondere codominio (l’insieme di arrivo che scegliamo) e immagine (ciò che la funzione produce davvero). Può essere $\operatorname{Im}(f)\subsetneq B$.

Esempio: per $f:\mathbb{R}\to\mathbb{R},\ f(x)=x^2$ il codominio è $\mathbb{R}$ ma l’immagine è solo $[0,+\infty)$.
Il grafico di una funzione

Per una funzione reale di variabile reale, il grafico è l’insieme dei punti del piano cartesiano le cui coordinate sono $\big(x,\,f(x)\big)$:

$G_f=\{\,(x,\,f(x))\;:\;x\in A\,\}$

A ogni $x$ del dominio corrisponde un solo punto del grafico con quella ascissa.

Il test della retta verticale

Una curva nel piano è il grafico di una funzione (di $x$) se e solo se ogni retta verticale $x=k$ la incontra al più in un punto.

  • uno o nessun punto di intersezione per ogni verticale → è una funzione;
  • esiste una verticale che la taglia in due o più punti → non è una funzione (a quell’$x$ corrisponderebbero più valori).
La circonferenza $x^2+y^2=r^2$ non è il grafico di una funzione: la verticale per il centro la taglia in due punti.
Esempio svolto

Sia $f:\{1,2,3\}\to\{a,b,c,d\}$ data da $f(1)=b,\ f(2)=a,\ f(3)=b$.

  1. Ogni elemento del dominio ha un’immagine: è una funzione (le due condizioni sono rispettate).
  2. Dominio $=\{1,2,3\}$, codominio $=\{a,b,c,d\}$.
  3. Immagine $=\{a,b\}$: i valori $c$ e $d$ non sono raggiunti.
  4. Controimmagini di $b$: sia $1$ sia $3$ (due controimmagini).
In sintesi$\operatorname{Im}(f)=\{a,b\}\subsetneq B$

Funzioni iniettive

Elementi distinti del dominio hanno immagini distinte. Sul grafico: il test della retta orizzontale.

Definizione di funzione iniettiva

Una funzione $f:A\to B$ è iniettiva (o «uno-a-uno») se a elementi distinti del dominio corrispondono immagini distinte:

$x_1\neq x_2\ \Rightarrow\ f(x_1)\neq f(x_2)$

Equivalentemente (forma più comoda nelle verifiche), per contronominale:

$f(x_1)=f(x_2)\ \Rightarrow\ x_1=x_2$
In parole Nessun valore del codominio viene «colpito» da più di un elemento del dominio.
Il test della retta orizzontale

Il grafico di $f$ rappresenta una funzione iniettiva se e solo se ogni retta orizzontale $y=k$ incontra il grafico al più in un punto.

  • ogni orizzontale taglia il grafico al più una volta → iniettiva;
  • esiste un’orizzontale che lo taglia in due o più punti → non iniettiva (quei punti hanno la stessa immagine $k$).
Monotonia e iniettività

Una funzione strettamente monotòna (sempre crescente oppure sempre decrescente) è sempre iniettiva: se cresce (o decresce) senza mai tornare indietro, non può assumere due volte lo stesso valore.

$f(x)=2x+1$ (crescente) e $f(x)=x^3$ (crescente) sono iniettive su $\mathbb{R}$.
$f(x)=x^2$ su $\mathbb{R}$ non è iniettiva: $f(-2)=f(2)=4$. Lo diventa se si restringe il dominio, ad esempio a $[0,+\infty)$.
Esempio svolto · verifica algebrica

Verifichiamo che $f(x)=3x-5$ è iniettiva usando la forma contronominale.

  1. Suppongo $f(x_1)=f(x_2)$:  $3x_1-5=3x_2-5$.
  2. Sommo $5$:  $3x_1=3x_2$.
  3. Divido per $3$:  $x_1=x_2$.
  4. Da $f(x_1)=f(x_2)$ segue $x_1=x_2$: la funzione è iniettiva.
Conclusione$f(x)=3x-5$ è iniettiva su $\mathbb{R}$

Funzioni suriettive

Ogni elemento del codominio è immagine di almeno un elemento del dominio: l’immagine coincide con il codominio.

Definizione di funzione suriettiva

Una funzione $f:A\to B$ è suriettiva (o «su $B$») se ogni elemento del codominio è immagine di almeno un elemento del dominio:

$\forall\, y\in B\ \ \exists\, x\in A:\ f(x)=y$

In modo equivalente, l’immagine coincide con il codominio:

$\operatorname{Im}(f)=B$
La suriettività dipende dal codominio

A differenza dell’iniettività, la suriettività dipende in modo essenziale da quale codominio abbiamo scelto. La stessa legge può essere suriettiva o no.

  • $f:\mathbb{R}\to\mathbb{R},\ f(x)=x^2$ non è suriettiva: i valori negativi non sono raggiunti;
  • $f:\mathbb{R}\to[0,+\infty),\ f(x)=x^2$ è suriettiva: il codominio è stato ristretto all’immagine.
Si può sempre rendere una funzione suriettiva scegliendo come codominio la sua immagine $\operatorname{Im}(f)$.
Lettura sul grafico

Per $f:\mathbb{R}\to\mathbb{R}$: la funzione è suriettiva se ogni retta orizzontale $y=k$ (con $k$ nel codominio) incontra il grafico almeno una volta. L’immagine è l’insieme delle «quote» $k$ effettivamente toccate.

$f(x)=e^{x}$ con codominio $\mathbb{R}$ non è suriettiva: le quote $\le 0$ non vengono mai raggiunte. L’immagine è $(0,+\infty)$.
Esempio svolto

$f:\mathbb{R}\to\mathbb{R},\ f(x)=2x+1$ è suriettiva?

  1. Fisso un generico $y\in\mathbb{R}$ e cerco $x$ con $2x+1=y$.
  2. Risolvo: $x=\dfrac{y-1}{2}$, che esiste per ogni $y$ reale.
  3. Ho trovato una controimmagine per ogni $y$: la funzione è suriettiva.
Conclusione$\operatorname{Im}(f)=\mathbb{R}=B$

Funzioni biiettive

Iniettiva e suriettiva insieme: una corrispondenza biunivoca tra dominio e codominio. È la condizione che permette di invertire una funzione.

Definizione di funzione biiettiva

Una funzione $f:A\to B$ è biiettiva (o biunivoca) se è contemporaneamente iniettiva e suriettiva.

Biiettiva iniettiva ($x_1\neq x_2\Rightarrow f(x_1)\neq f(x_2)$) e suriettiva ($\operatorname{Im}(f)=B$).

In una funzione biiettiva ogni elemento del codominio è raggiunto da esattamente un elemento del dominio: si parla di corrispondenza biunivoca.

Le due proprietà, a confronto
ProprietàRichiede che ogni $y\in B$…Frecce in arrivo su ogni $y$
Iniettivaabbia al più una controimmagine0 oppure 1
Suriettivaabbia almeno una controimmagine≥ 1
Biiettivaabbia esattamente una controimmagineesattamente 1

Nel diagramma a frecce: biiettiva significa che le frecce accoppiano perfettamente gli elementi dei due insiemi, uno a uno. In particolare, se $A$ e $B$ sono finiti, una biiezione può esistere solo se hanno lo stesso numero di elementi.

Biiettività e invertibilità

Una funzione è invertibile (ammette funzione inversa) se e solo se è biiettiva. L’iniettività garantisce che «tornando indietro» da un valore si trovi un solo elemento; la suriettività garantisce che si possa partire da qualsiasi elemento del codominio.

Se una funzione non è biiettiva si può spesso renderla tale restringendo il dominio (per l’iniettività) e scegliendo come codominio l’immagine (per la suriettività).
Esempio svolto

$f:\mathbb{R}\to\mathbb{R},\ f(x)=2x+1$ è biiettiva?

  1. Iniettiva: $2x_1+1=2x_2+1\Rightarrow x_1=x_2$. Sì.
  2. Suriettiva: per ogni $y$, $x=\dfrac{y-1}{2}$ esiste. Sì.
  3. Essendo iniettiva e suriettiva, è biiettiva (quindi invertibile).
Conclusione$f$ è biiettiva su $\mathbb{R}$

Composizione di funzioni

Applicare due funzioni in sequenza: l’uscita della prima diventa l’ingresso della seconda. L’ordine è importante.

Definizione di funzione composta

Date $f:A\to B$ e $g:B\to C$, la funzione composta $g\circ f$ («$g$ dopo $f$») è la funzione da $A$ a $C$ definita da:

$(g\circ f)(x)=g\big(f(x)\big)$

Si applica prima $f$, poi si dà il risultato in pasto a $g$. Si legge da destra verso sinistra.

x→ f→ f(x)→ g→ g(f(x))
Condizione di esistenza

Perché $g\circ f$ abbia senso, le immagini prodotte da $f$ devono poter essere «accettate» da $g$: serve che $\operatorname{Im}(f)$ sia contenuta nel dominio di $g$.

Esempio: se $f(x)=x-5$ e $g(x)=\sqrt{x}$, allora $(g\circ f)(x)=\sqrt{x-5}$ esiste solo per $x\ge 5$: il dominio della composta può essere più piccolo di quello di $f$.
L’ordine conta: $g\circ f \neq f\circ g$

In generale la composizione non è commutativa. Con $f(x)=x+1$ e $g(x)=x^2$:

$(g\circ f)(x)=g(x+1)=(x+1)^2$
$(f\circ g)(x)=f(x^2)=x^2+1$

Due funzioni diverse: ad esempio in $x=2$ danno $9$ e $5$.

La composizione è però associativa: $(h\circ g)\circ f = h\circ(g\circ f)$.
La funzione identità

La funzione identità $\operatorname{id}(x)=x$ è l’elemento neutro della composizione: $f\circ \operatorname{id}=\operatorname{id}\circ f=f$. Giocherà un ruolo centrale nella definizione di funzione inversa.

Esempio svolto

Siano $f(x)=2x+1$ e $g(x)=x^2$. Calcoliamo $(g\circ f)(3)$ e $(f\circ g)(3)$.

  1. $(g\circ f)(3)=g(f(3))=g(7)=49$.
  2. $(f\circ g)(3)=f(g(3))=f(9)=19$.
Conclusione$49\neq 19$: l’ordine cambia il risultato

Funzione inversa

«Tornare indietro»: la funzione che annulla l’effetto di $f$. Esiste solo se $f$ è biiettiva, e il suo grafico è simmetrico rispetto alla retta $y=x$.

Definizione di funzione inversa

Se $f:A\to B$ è biiettiva, la sua funzione inversa $f^{-1}:B\to A$ associa a ogni $y\in B$ l’unico $x\in A$ tale che $f(x)=y$:

$f^{-1}(y)=x\ \iff\ f(x)=y$

Inversa e funzione si «annullano» a vicenda:

$f^{-1}\big(f(x)\big)=x\qquad f\big(f^{-1}(y)\big)=y$
Attenzione: $f^{-1}$ è la funzione inversa, non il reciproco $\dfrac{1}{f}$.
Quando esiste? La condizione di invertibilità

$f$ è invertibile se e solo se è biiettiva:

  • l’iniettività assicura che a ogni $y$ corrisponda un solo $x$ (inversa ben definita);
  • la suriettività assicura che $f^{-1}$ sia definita su tutto $B$.

Se $f$ non è biiettiva, la si può spesso invertire restringendo dominio e codominio (ad esempio $\sqrt{\ }$ è l’inversa di $x^2$ ristretta a $[0,+\infty)$).

Il grafico: simmetria rispetto a $y=x$

I grafici di $f$ e di $f^{-1}$ sono simmetrici rispetto alla bisettrice $y=x$: se $(a,b)$ appartiene al grafico di $f$, allora $(b,a)$ appartiene a quello di $f^{-1}$. Riflettere il grafico scambia il ruolo degli assi (ascisse ↔ ordinate).

Come si calcola l’espressione di $f^{-1}$
  1. Scrivi $y=f(x)$.
  2. Risolvi rispetto a $x$, ottenendo $x$ in funzione di $y$.
  3. Scambia i nomi delle variabili ($x\leftrightarrow y$) per riscrivere l’inversa come $y=f^{-1}(x)$.
$y=2x+1\ \Rightarrow\ x=\dfrac{y-1}{2}\ \Rightarrow\ f^{-1}(x)=\dfrac{x-1}{2}$
Esempio svolto

Trova l’inversa di $f(x)=x^3$.

  1. $f$ è biiettiva su $\mathbb{R}$ (strettamente crescente e suriettiva), quindi invertibile.
  2. $y=x^3\ \Rightarrow\ x=\sqrt[3]{y}$.
  3. Scambio le variabili: $f^{-1}(x)=\sqrt[3]{x}$.
  4. Verifica: $f^{-1}(f(2))=\sqrt[3]{8}=2$. ✓
Inversa$f^{-1}(x)=\sqrt[3]{x}$

Quiz riepilogativo

20 domande che attraversano tutti gli argomenti: definizione di funzione, iniettività, suriettività, biiettività, composizione e funzione inversa. Una domanda alla volta, con correzione e spiegazione immediate.